EcoFeste – Tre motivi per dire no all’agnello

Da tradizione religiosa, ogni anno, nel periodo pasquale vengono uccisi crudelmente circa 800mila agnelli. Questi sono frutto di nascite e crescite programmate per soddisfare i bisogni di questa tradizione attorno alla quale è nato un vero e proprio business di cui agnelli e capretti sono le vittime. Basti pensare che ogni anno le nascite degli agnellini vengono programmate in modo da aumentare fino al 90% in tempo per la macellazione prima della festività pasquale. Ad essere uccisi per il consumo di carne sono esclusivamente i maschi, intorno ai 30-40 giorni, in quanto non sono in grado di produrre latte e quindi il loro mantenimento non genererebbe alcun profitto. Ma al di fuori delle festività, in cui il loro consumo è notevolmente maggiore, allevare agnelli maschi risulta antieconomico e controproducente. Per questo motivo in diversi allevamenti gli agnelli maschi vengono uccisi addirittura appena nati.

800k

Agnelli uccisi

5mln

Kg di carne di agnello prodotta con solo scopo alimentare

35%

Percentuale di agnelli salvati con la pandemia

Ecco quindi 3 buoni motivi per non mangiare l’agnello a Pasqua!

Gli agnelli, prima di essere uccisi, vengono stipati a decine e decine in gabbie piccole e anguste dove la paura regna e dalle quali fuggire è impossibile. I cuccioli, molto spaventati, molto spesso si feriscono con le grate metalliche delle gabbie nel vano tentativo di scappare. Le condizioni igienico sanitarie inoltre sono pessime e gli animali, sono maltrattati e picchiati dai loro carnefici continuamente. Durante il trasporto infatti alcuni operatori li lanciano senza alcun riguardo nei camion.


Un altro aspetto, spesso neppure preso in considerazione, riguarda il momento della separazione dei cuccioli dalle madri. Un allevatore afferma che le pecore, una volta che gli agnelli vengono portati via, continuano a belare e lamentarsi a lungo in cerca dei figli. Questo perché esse, come molti animali, sono etologicamente premurose, sensibili e molto legate ai propri cuccioli.


Gli agnelli vengono sottoposti, prima di essere uccisi, ad una pratica tremenda, la pesatura: i cuccioli vengono legati, issati per i carpi e pesati in gruppi. È una pratica illegale e comporta tantissimo dolore agli animali dalla quale non possono sfuggirne. Durante questa operazione infatti i cuccioli rimangono appesi anche per diversi minuti ferendosi da soli e provocandosi spesso strappi muscolari e ai legamenti.


L’elettronarcosi, la procedura di stordimento, in molti casi viene ripetuta più volte in quanto il tempo tra la scarica elettrica e la iugulazione è troppo lungo e nel frattempo gli animali si risvegliano. Purtroppo non di rado, quando vengono sgozzati, gli agnelli sono ancora coscienti perché essa non viene praticata correttamente. Il tutto avviene ovviamente davanti agli occhi terrorizzati degli altri cuccioli in attesa del loro turno per morire.

QUEST’ANNO UNISCITI A NOI, DI NO ALL’AGNELLO!

LE NOSTRE SCELTE HANNO IL POTERE DI CAMBIARE LE COSE.

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