“Qualunque alterazione della quantità naturale di luce presente di notte nell’ambiente esterno e dovuta ad immissione di luce di cui l’uomo abbia responsabilità”

COS’è?

è Inquinamento da onde luminose artificiali utilizzate dall’uomo nelle zone abitate e nelle vie di collegamento tra queste, originato soprattutto da una cattiva progettazione di illuminotecnica e da un abuso energetico sconsiderato. Altera i naturali e normalmente bassi livelli di luce, che sarebbero presenti nell’ambiente notturno perturbando la percezione dell’ambiente o i fisiologici processi naturali correlati con la luce. Questo provoca danni di diversa natura: ambientali, scientifici, culturali ed economici. Noi andremo a trattare specificatamente quelli legati all’ambiente e agli esseri viventi.

L’eccessiva illuminazione ovviamente, causa un ulteriore inquinamento chimico ambientale, dovuto alla produzione energetica in eccedenza, dell’elettricità necessaria ad alimentarlo, ed aumenta in parte anche il riscaldamento globale non necessario.

IL CONTRASTO TRA BASSI CONSUMI E INQUINAMENTO LUMINOSO: IL LED

è il caso delle lampade a led che si stanno ampiamente diffondendo, in particolare nel settore dell’illuminazione pubblica, grazie al fatto che ad un prezzo relativamente basso permettono un alto risparmio energetico. Sono usate in tutto il mondo ormai in quantità massiccia da privati e città che hanno deciso di rimpiazzare i lampioni con luce giallastra al sodio con quelle a LED. Questa invenzione è stata considerata la “rivoluzione della luce del ventunesimo secolo”, premiata col Nobel per la fisica nel 2014. Proprio esse sembrerebbero giocare un ruolo importante nel livello di inquinamento luminoso nella parte blu dello spettro. Questo è dovuto al fatto che utilizzano luce con forti componenti bianco-blu che viene diffusa molto di più dalle molecole dell’atmosfera rispetto alla luce con una componente prevalente verso il giallo, come quella dei sistemi di illuminazione al sodio alta pressione, provocando quindi un aumento del livello di inquinamento luminoso in prossimità dalle sorgenti, fino ad alcune decine di chilometri, mentre lo riduce lontano poiché la luce blu si è già diffusa. Nel 2001 tra l’altro è stato scoperto nell’occhio, un nuovo fotorecettore retinico che non contribuisce al meccanismo della visione, ma regola il nostro orologio biologico. Il picco di sensibilità di questo sensore è nella parte blu dello spettro visibile (lunghezza d’onda tra 460 e 490 nm) e per questo, le lampade con una forte dominante blu, ovvero le lampade a LED, sono quelle che possono alterare maggiormente i nostri ritmi circadiani. Mentre le lampade che fanno meno danno, da questo punto di vista, poiché presentano dominanti nel rosso dello spettro visibile, sono quelle al sodio ad alta pressione, e ancor meno dannose, quelle a bassa pressione.

Inoltre il loro basso costo sta portando ad una continua espansione a livello mondiale tanto che, secondo una ricerca, le superfici esterne illuminate artificialmente sono cresciute ad un ritmo del 2,2% ogni anno dal 2012 al 2016.

Illuminazione stradale a LED

Siamo quindi di fronte ad una soluzione che è diventata un nuovo problema.

La classificazione del livello di inquinamento luminoso

I ricercatori hanno stilato una classificazione basata sulle percentuali di popolazione e di territorio esposte a inquinamento luminoso:

  • livello di inquinamento luminoso dell’1%: cielo incontaminato (nero)
  • livello di inquinamento luminoso tra l’1% e l’8%: cielo relativamente inquinato (blu)
  • livello di inquinamento luminoso tra l’8% e il 50%: cielo inquinato con livello di inquinamento che degrada verso lo zenith (verde)
  • livello di inquinamento luminoso oltre il 50%:
    • la Via Lattea non è visibile e la naturale apparenza del cielo notturno è persa (giallo)
    • dalla perdita della visione della Via Lattea a un’elevata stimolazione del cono visivo (688 to 3000 μcd/m2) (rosso)
    • luce notturna intensa, l’occhio umano non è più abituato ad adattarsi alla vista notturna (bianco).
Mappa dell’inquinamento luminoso

IL PROBLEMA NEL MONDO

L’Atlante mondiale dell’inquinamento luminoso, pubblicato nell’estate 2016 a cura di Fabio Falchi ha portato alla ribalta il problema dell’inquinamento luminoso.

Secondo l’atlante i paesi con le popolazioni meno colpite da inquinamento luminoso sono: Ciad, Repubblica Centrafricana e il Madagascar, dove più di tre quarti della popolazione vive in condizioni di cielo incontaminato. I paesi e territori con le più alte aree non colpite da inquinamento luminoso sono: la Groenlandia dove solo 0,12% della superficie non presenta cieli incontaminati, la Repubblica Centrafricana con lo 0,29%, il Niue con 0,45%, la Somalia 1,2% e la Mauritania 1,4%.

Il paese invece maggiormente colpito dall’inquinamento luminoso è Singapore, dove ogni abitante (100%) vive sotto cieli talmente luminosi che l’occhio non è in grado di adattarsi completamente alla visione notturna. Con alte percentuali a seguire Singapore abbiamo altri paesi dove l’inquinamento luminoso rappresenta un bel problema: San Marino 100%, Kuwait 98%, Qatar 97%, Emirati Arabi Uniti 93%, Malta 89%, l’Arabia Saudita 83%, Corea del Sud 66%, Israele 61%, Argentina 58%, la Libia 53%, e Trinidad e Tobago 50%.

Le conseguenze sulla salute DELL’UOMO

Il nostro organismo segue un bioritmo programmato per l’alternarsi tra il giorno e la notte. Tale alternanza è detta ritmo circadiano. Ciò avviene in condizioni normali, quindi l’organismo a seconda che ci sia luce o di buio si comporta in maniera diversa.

Un ritmo circadiano ben sincronizzato è fondamentale per il nostro equilibrio psicofisico. Per portarvi un esempio, noi disponiamo di una ghiandola che produce serotonina di giorno e melatonina di notte, la ghiandola pineale. Se durante la fase notturna si viene sottoposti a una sorgente luminosa ne va a risentire la produzione di melatonina e di conseguenza quindi la qualità del sonno essendo ad essa legata. Oltre a ciò l’inquinamento luminoso può causare possibili danni ai tessuti degli occhi, portando a lungo andare ad una condizione di miopia.

Inoltre l’Organizzazione mondiale della sanità ha rilevato che chi è esposto alla luce artificiale per molte ore al giorno, come coloro che lavorano di notte o gli operatori delle compagnie aeree, ha una più alta insorgenza di tumori, tanto da inserire l’inquinamento luminoso tra i fattori classificati “probabilmente cancerogeni”. Studi scientifici hanno evidenziato un’incidenza di tumore al seno più alta nelle donne impegnate nel turno di notte, mentre negli uomini si è scoperto un aumento del rischio di cancro alla prostata.

LE CONSEGUENZE SUGLI ESSERI VIVENTI

Dalla ricerca pubblicata sulla rivista Nature Ecology and Evolution emerge una vasta gamma di effetti dell’inquinamento luminoso non solo sull’uomo ma anche su molte altre specie animali e vegetali. Esso infatti:

  • Causa l’alterazione del fotoperiodo sia in alcune piante, portando per esempio molti alberi a germogliare in anticipo nelle fasi iniziali della primavera, sia negli animali e nei microorganismi, dove la produzione della melatonina, viene bloccata già a bassissimi livelli di luce e ciò causa l’alterazione del sonno. Infatti i molte specie esaminate sono stati riscontrati bassi livelli di melatonina.
  • Altera i modelli di comportamento degli animali. I roditori, ad esempio, che si nutrono principalmente di notte, se esposti ad eccessivo inquinamento luminoso tendono ad essere attivi per un periodo più breve. Gli uccelli, invece, iniziano a cantare prima e a cercare nutrimento in anticipo. In molte zone invece l’attività da parte degli impollinatori viene notevolmente ridotta.
  • Tende a influenzare i flussi migratori causando difficoltà o perdita di orientamento in diverse specie animali (uccelli migratori, tartarughe marine, falene notturne, chirotteri).
  • Porta alla modificazione dei cicli riproduttivi in diverse specie animali aumentandone di conseguenza la vulnerabilità e quindi la mortalità.

“Ciò che spicca dalla ricerca è quanto siano pervasivi questi effetti. Sono stati trovati ovunque: microbi, invertebrati, animali e piante. Dobbiamo iniziare a pensare all’illuminazione nel modo in cui pensiamo ad altre grandi pressioni sistemiche, come il cambiamento climatico”.

Kevin Gaston
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Sprechi di energetici ed economici

Una grande quantità di luce quotidianamente consumata viene irradiata, senza alcun senso, verso il cielo e rimane inutilizzata. Si stima che l’illuminazione sprecata si aggiri attorno al 40% di quella utilizzata. Ridurre le emissioni luminose significa utilizzare meno energia e risparmiare sui costi pubblici e privati. Inoltre, lo spreco energetico è all’origine di altri effetti sull’ambiente.

Per capire il problema il meglio possibile vi portiamo un esempio:

Secondo lo studio di Hunter e Crawford nel 1991, negli Stati Uniti sulla base di misure e modelli, il 15% della luce emessa finisce direttamente in cielo e un altro 15% viene riflesso dalla superficie illuminata. Abbiamo quindi un 30% di luce che va sprecata!!

Stimando che il 2.5% della produzione di energia elettrica USA è utilizzata nell’illuminazione esterna notturna, si calcola per un consumo annuale di 58 miliardi di kilowatt/ora. Il 15% di tale quantità viene disperso direttamente in cielo. Si tratta di 8.7 miliardi di kilowatt/ora, che equivalgono a 4.1 milioni di tonellate di carbone o a 15 milioni di barili di petrolio. Altri circa 8.7 miliardi di kilowatt/ora corrispondono a luce riflessa in cielo, e quindi altrettanto carbone e petrolio!

Stimando un costo medio di 7.40 cents per kilowatt/ora, che però sale anche a 10.21 cents per kilowatt/ora nelle strade non residenziali e nelle autostrade, si calcola che la collettività spenda 644 milioni di dollari all’anno solo per illuminare il cielo notturno. Altrettanti 644 milioni di dollari vengono spesi per la luce riflessa dal terreno. Questa seconda spesa è in parte necessaria perché connessa con le necessità dell’illuminazione ma, in parte potrebbe essere diminuita con uno studio più attento della disposizione dei corpi illuminanti. Ad esempio evitando di illuminare gli edifici dal basso verso l’alto. I primi 644 milioni di dollari invece sono totalmente dilapidati.

Ecco come problemi ambientali vanno di pari passo con i problemi economici.

L’ORA DELLA TERRA

è un evento internazionale ideato e gestito dal WWF che ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla necessità urgente di intervenire sui cambiamenti climatici in corso mediante un gesto semplice, ma concreto: spegnere la luce artificiale per un’ora nel giorno stabilito.

Ha come obbiettivi sensibilizzare sul risparmio energetico, che ha come effetto minori emissioni di anidride carbonica, e sulla riduzione dell’inquinamento luminoso.

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