Lo sapevi che ci sono molte abitudini pasquali a cui fin da piccolo sei stato abituato ma che vanno in contrasto col benessere dell’ambiente?

“Mi stai dicendo quindi che devo rinunciare al gusto della tradizione?” No, ovviamente! Esistono però alternative consapevoli, responsabili e sostenibili e leggendo questa guida potrai conoscerle e renderle abitudinarie per la tua famiglia!


ATTENZIONE ALLE UOVA!

Per essere buono deve anche essere amico del pianeta! Il cioccolato non ha solo un impatto economico ma anche ambientale, la sua produzione infatti non è sempre “pulita” (a livello di sfruttamento dei lavoratori, in alcuni casi addirittura minori) né ecologica (il cacao viene coltivato intorno all’equatore, quindi deve percorrere una certa distanza prima di trasformarlo nei prodotti di cioccolato che produciamo e consumiamo nel nostro paese scegliamo quindi la certificazione biologica e le certificazioni che attestino il rispetto di criteri di sostenibilità ambientale e sociale quali ad esempio Rainforest, UTZ, Fairtrade. Fate attenzione anche all’involucro: la maggior parte delle volte si tratta di materiale non riciclabile! Opta per uova amiche dell’ambiente, avvolte in teli di carta, seta o cotone. Spesso enti, associazioni o realtà del territorio realizzano uova


OCCHIO ALLA SPESA!

Come per ogni giorno, una spesa sostenibile è il primo passo per tutelare il nostro pianeta! Compra di stagione e km 0: aiuterai l’economia locale e ridurrai l’impatto del trasporto (spesso anche del portafoglio!).

PERCHE’ DI STAGIONE? Uno dei piccoli gesti che può far la differenza per ridurre l’impatto ambientale è quello di scegliere prodotti di stagione: questi infatti hanno bisogno di una quantità nettamente inferiore di pesticidi e concimi chimici usati solitamente per eliminare i parassiti, in quanto le piante costrette a crescere in altri periodi risultano maggiormente debilitate e sono più facilmente vittime di insetti indesiderati. Inoltre garantiscono il meglio delle loro proprietà nutritive!

La coltivazione di frutta e verdura fuori stagione risulta essere poi un fattore inquinante per la terra in quanto è un processo industriale che richiede l’apporto di energia artificiale. Questi prodotti vengono raccolti acerbi per poi farli maturare in apposite celle frigorifere diminuendo nettamente la loro qualità. Acquistare prodotti di stagione dunque è sicuramente più salutare e decisamente meno inquinante.

PERCHE A KM 0? Nei supermercati oggigiorno siamo abituati a trovare qualsiasi prodotto, ogni nostra voglia viene soddisfatta, ma abbiamo mai pensato quanti km di distanza ci sono tra produttore e consumatore? Per esempio, nonostante nel nostro paese si coltivino arance, queste vengono importate dalla Spagna percorrendo 1800 km su strada ed emettendo 245 kg di CO2 nell’atmosfera. A questo poi dobbiamo aggiungere tutto il packaging, nella maggior parte dei casi di plastica, necessario per il loro trasporto e la loro vendita nei nostri supermercati, senza considerare il prezzo al quale sono venduti per poter sostenere i costi di trasporto ed imballaggio. Altro caso eclatante è quello dell’avocado dietro al quale si cela un misterioso lato oscuro con risvolti ambientali e sociali catastrofici.

I prodotti a km 0, definiti anche filiera corta, sono invece prodotti locali venduti vicino alle zone di produzione che garantiscono una maggior qualità e freschezza e vengono venduti ad un prezzo più contenuto.


PROVA IL VEGETARIANO!

Quest’anno perché non provare a celebrare Pasqua senza crudeltà? Prova il vegetariano! Per una Pasqua felice per voi, per gli animali e per l’ambiente.

NON SAI DA DOVE INIZIARE? Potete trovare tantissime alternative ai piatti classici, come ad esempio delle gustose polpettine di pane e melanzane (utile anche per riutilizzare il pane secco) o delle croccanti frittelle di zucchine. soprattutto in questo giorno cerchiamo di ridurre al minimo il consumo di carne scegliendo alternative vegetariane.


EVITIAMO GLI SPRECHI

Cucina il giusto senza esagerare per evitare sprechi inutili! Ricordati di conservare il cibo avanzato o non utilizzato, ti tornerà sicuramente utile nei giorni successivi. Inoltre con un po’ di fantasia potrai reinventarti piatti gustosi a partire dai tuoi avanzi.


DECORAZIONI RICICLATE!

Sei amante delle decorazioni? Ti piace addobbare casa tua anche durante il periodo pasquale? Come ogni cosa anche questa può essere realizzata in modo green! Ecco qualche consiglio per creare bellissime decorazioni semplicemente con ciò che trovi in casa:

ANIMALETTI DI CARTONE: ricordatevi prima di tutto di conservare i cartoni delle uova e mettere da parte una buona dose di fantasia. Per creare i vostri animaletti tagliate ciascun “portauova”, prendetene due e colorateli a seconda dell’animale scelto. Date spazio alla creatività per decorarli al meglio! Un’idea perfetta per divertirsi con i propri figli o nipotini.

CONIGLIETTI CON ROTOLI DI CARTA IGIENICA: ecco una delle decorazioni pasquali più amate dai bambini. Iniziate già nei giorni prima a conservare tutti i rotoli di carta igienica che riuscite. Preparate tutto ciò che può tornavi utile e che avete a portata di mano: colori, fogli colorati, pennarelli, bottoni, forbici e altro ancora! Tagliate due strisce sottili da un rotolo, così da usarle come orecchie. E, per il resto, sbizzarritevi per creare tanti bellissimi conigli!

PIANTINE NEI GUSCI D’UOVO: Niente fa più primavera che riempire la casa di fiori. Ecco per voi un ottimo modo per realizzare dei vasetti semplicemente con dei gusci d’uovo! Prima di tutto fate attenzione quando aprite le uova a conservarne intatte le parti inferiori, occorrerà poi lavarle molto bene. Una volta che i gusci saranno asciutti, se volete potete colorarli e decorarli a vostro piacimento. Infine riempiteli di terra e metteteci i fiori o le erbe che più vi piacciono. Quando il periodo sarà finito, non buttateli! Potete piantarli così come sono in un bel vaso, per far crescere rigogliose le vostre piantine. Delle vere decorazioni pasquali green e durature!


ULTIMI ARTICOLI

Da tradizione religiosa, ogni anno, nel periodo pasquale vengono uccisi crudelmente circa 800mila agnelli. Questi sono frutto di nascite e crescite programmate per soddisfare i bisogni di questa tradizione attorno alla quale è nato un vero e proprio business di cui agnelli e capretti sono le vittime. Basti pensare che ogni anno le nascite degli agnellini vengono programmate in modo da aumentare fino al 90% in tempo per la macellazione prima della festività pasquale. Ad essere uccisi per il consumo di carne sono esclusivamente i maschi, intorno ai 30-40 giorni, in quanto non sono in grado di produrre latte e quindi il loro mantenimento non genererebbe alcun profitto. Ma al di fuori delle festività, in cui il loro consumo è notevolmente maggiore, allevare agnelli maschi risulta antieconomico e controproducente. Per questo motivo in diversi allevamenti gli agnelli maschi vengono uccisi addirittura appena nati.

800k

Agnelli uccisi

5mln

Kg di carne di agnello prodotta con solo scopo alimentare

35%

Percentuale di agnelli salvati con la pandemia

Ecco quindi 3 buoni motivi per non mangiare l’agnello a Pasqua!

Gli agnelli, prima di essere uccisi, vengono stipati a decine e decine in gabbie piccole e anguste dove la paura regna e dalle quali fuggire è impossibile. I cuccioli, molto spaventati, molto spesso si feriscono con le grate metalliche delle gabbie nel vano tentativo di scappare. Le condizioni igienico sanitarie inoltre sono pessime e gli animali, sono maltrattati e picchiati dai loro carnefici continuamente. Durante il trasporto infatti alcuni operatori li lanciano senza alcun riguardo nei camion.


Un altro aspetto, spesso neppure preso in considerazione, riguarda il momento della separazione dei cuccioli dalle madri. Un allevatore afferma che le pecore, una volta che gli agnelli vengono portati via, continuano a belare e lamentarsi a lungo in cerca dei figli. Questo perché esse, come molti animali, sono etologicamente premurose, sensibili e molto legate ai propri cuccioli.


Gli agnelli vengono sottoposti, prima di essere uccisi, ad una pratica tremenda, la pesatura: i cuccioli vengono legati, issati per i carpi e pesati in gruppi. È una pratica illegale e comporta tantissimo dolore agli animali dalla quale non possono sfuggirne. Durante questa operazione infatti i cuccioli rimangono appesi anche per diversi minuti ferendosi da soli e provocandosi spesso strappi muscolari e ai legamenti.


L’elettronarcosi, la procedura di stordimento, in molti casi viene ripetuta più volte in quanto il tempo tra la scarica elettrica e la iugulazione è troppo lungo e nel frattempo gli animali si risvegliano. Purtroppo non di rado, quando vengono sgozzati, gli agnelli sono ancora coscienti perché essa non viene praticata correttamente. Il tutto avviene ovviamente davanti agli occhi terrorizzati degli altri cuccioli in attesa del loro turno per morire.

QUEST’ANNO UNISCITI A NOI, DI NO ALL’AGNELLO!

LE NOSTRE SCELTE HANNO IL POTERE DI CAMBIARE LE COSE.

22.03.2019 – La giornata dove tutto ebbe inizio

Mi sembra ieri di aver aperto le note (con la stessa ansia di adesso) e aver preparato il messaggio che ha dato vita alla nostra associazione.

Personalmente non avrei mai immaginato. Era tutto un’imprevedibile ed enorme scommessa, unire sconosciuti, riallacciare rapporti: sarebbe bastato il solo amore per l’ambiente?

Oggi sono due anni da quel giorno. Due anni difficili, due anni di crescita. Due anni di evoluzione. Soprattutto quest’ultimo, che ha scombussolato un po’ tutti, per me è stato il più importante.

Come associazione ci siamo visti costretti ad interrompere il ciclo di mostre “Non Restare Indifferente” e a sospendere ogni attività in programma per il 2020. Oltre alla pandemia, ad aggravare la situazione, ci siamo trovati ad affrontare anche una crisi all’interno del direttivo e mille problemi burocratici imprevisti.

Avevamo tutte le scuse per mollare (e anche qualcuna in più). Poteva essere la fine di questo sogno, di tutto il mondo TrashTeam, ma abbiamo deciso di non arrenderci, INSIEME.

Lavorando sodo siamo infatti riusciti a ottenere una serie di conquiste, superando le nostre aspettative e quelle di chiunque altro. Ci siamo reinventati puntato sull’informazione creando contenuti informativi e rubriche ecologiche, e finalmente abbiamo realizzato il nostro sito. Appena è stato possibile abbiamo ripreso le spedizioni e iniziato la realizzazione di nuovo materiale artistico. Abbiamo realizzato un torneo di calcio e la tradizionale TrashCup nel pieno rispetto delle norme covid. Abbiamo ottenuto un cartello che attesta il nostro lavoro presso la curva del perdono e speriamo di riuscire appena possibile a inaugurarlo. Abbiamo iniziato a mettere le basi per il progetto scuole, entrando in progetti e reti attive.

È stato un’anno importante non solo per tutte queste cose ma perché, nonostante tutto, siamo ancora qui, più forti di prima: come associazione, come gruppo ma soprattutto come famiglia.

Grazie quindi a chi ci ha creduto dal primo giorno, quando non avevano nemmeno un nome.

Grazie a chi non ha mai mollato e lo ha visto crescere insieme a me, giorno dopo giorno.

Grazie a chi si è unito lungo il percorso e ha donato il suo tempo al TrashTeam.

Grazie a chi ci ha dato una possibilità.

Grazie al direttivo, vecchio e nuovo, e ai delegati: hanno lavorato sodo in questi due anni per far crescere e andare avanti l’associazione.

Grazie alla presidenza, che impazzisce con me giorno dopo giorno.

Grazie a Gabriele, il videomaker migliore del mondo che spende il suo tempo per noi e ci regala gioie con la sua arte.

Grazie a Erika, che, anche se nel direttivo, si merita un grazie speciale per tutto il lavoro svolto da quando è arrivata, per i pranzi e le cene e l’ospitalità e disponibilità infinita.

Grazie alla GAU per averci permesso di arrivare dove siamo oggi, insegnandoci a crescere e realizzarci non solo come associazione, ma anche come persone.

Grazie a chiunque abbia fatto una donazione credendo nei nostri progetti e aiutandoci ad andare avanti dove purtroppo il solo volontariato non basta.

Ma soprattutto, grazie a noi, a tutti noi. Non esisterebbe il TrashTeam senso questo. Siamo una famiglia.

Auguri a noi ragazzi! GRAZIE VERAMENTE PER AVER CREDUTO IN QUESTO SOGNO ❤️

La presidente

Michelle Milici

FESTEGGIA IL NOSTRO ANNIVERSARIO INSIEME A NOI!

Partecipa anche tu alla pulizia Nazionale organizzata in occasione del secondo compleanno del TrashTeam!

Le regole sono molto semplici:

  • Forma il tuo Team: non importa se siete un associazione di tutela ambientale, una croce, un semplice gruppo di amici o una famiglia. TUTTI POSSONO PARTECIPARE!
  • Scegli il luogo della pulizia (assicurati di avere i permessi necessari in caso di torrenti e nel caso di parchi controlla l’apertura)
  • Decidi l’orario, qualsiasi tu voglia.
  • Inquadra il QR CODE e partecipa al nostro bingo: il tuo gruppo riuscirà a completare la sfida?

Condividi i tuoi risultati su Instagram utilizzando l’hashtag #TRASHDAY e taggandoci su instagram @thetrashteam!

Durante la spedizione ricordati di scegliere un luogo che consenta di mantenere la distanza minima di sicurezza. Ricordati inoltre di indossare sempre la mascherina!

Il Dizionario Treccani definisce il Vandalismo come la tendenza a rovinare, distruggere, guastare senza necessità o per sciocca e malintesa ostentazione di forza, o anche per incapacità a comprendere la bellezza e l’utilità delle cose che si distruggono.

Cosa spinge degli adolescenti (o chi per esso) a deturpare con scritte apparentemente inutili, prive di senso, dei giochi per bambini? Con scritte e disegni poco consoni a essere letti e visti da bambini in tenera età? Questa è la domanda che tutti noi ci siamo posti sabato mattina nel ripulire i giardini della Doria da questi graffiti; e sia chiaro, definirli graffiti è pura gentilezza perché sono chiari atti di vandalismo.

Nessun aspirante writers, nessun emulatore di Banksy, la maggior parte sono solo scarabocchi. Non c’è bisogno di lasciare la vostra firma in giro in luoghi non consoni a questo tipo di cose così che altri ragazzi possano sapere che quella persona con quella determinata firma è stata anche li.

La A cerchiata, l’unica scritta con un significato, è però presente più volte: adolescenti (e non) che invocano l’anarchia senza saperne il significato solo perché probabilmente è uno dei graffiti più rappresentato e perché no, magari fa sentire “fighi” e pieni di sé nel farlo. O forse non sanno neanche cosa significa in realtà.

La nostra è un’associazione ambientalista: ripuliamo fiumi, boschi e strade dai rifiuti abbandonati, cerchiamo di sensibilizzare le persone sull’importanza della raccolta differenziata, sui cambiamenti climatici che stanno danneggiando il nostro pianeta e che sono un problema reale. Eravamo già venuti in questi giardini per ripulirli dalla sporcizia (trovate il post della giornata nella nostra pagina) ma quando abbiamo visto anche il degrado dei giochi abbiamo deciso di tornare e ripulirli, continuando anche la pulizia generale e raccogliendo 8 sacchi (quasi tutti pieni di coriandoli), 8 bottiglie piene di sigarette e un bicchiere pieno di tappi di birre.

Le condizioni di questi giochi ci hanno lasciato allibiti ed increduli, probabilmente perché sono nel nostro quartiere e molti di noi sono cresciuti giocando qui, ma il nostro scopo non è pulire graffiti, non è quello di cui ci occupiamo. Abbiamo deciso di porre rimedio a questa cosa perché ci sembrava ingiusta.

Noi ci stiamo provando a rendere il mondo un posto migliore, in tutti i sensi. Vi chiediamo di fare la vostra parte, ognuno di noi può cambiare le cose.

Alla prossima spedizione!

A carnevale ogni scherzo vale: sì, ma solo se amico dell’ambiente! La festa più allegra dell’anno nasconde in realtà una doppia faccia, a carico dell’ambiente e del nostro ecosistema. ci sono tuttavia dei piccoli gesti che possono fare la differenza, senza nulla togliere alla versione classica.

Scopriamo quindi insieme come ralizzare una festa di carnevale zero waste!

1. CORIANDOLI COMPOSTABILI

La differenza tra degradabile e compostabile è ben diversa! Molte guide suggeriscono come “alternativa green” l’utilizzo di coriandoli di carta. Ma è davvero così?

“È difficile quantificare l’impatto dei coriandoli. Nel senso che tendenzialmente sono pezzettini di carta, ma ci sono anche quelli di plastica. I coriandoli di carta sono sicuramente meno impattanti, ma non direi più sostenibili, perché comunque sia un minimo impatto lo creano lo stesso.”

Andrea Minutolo, responsabile scientifico Legambiente

Pensateci! Gettiamo in aria migliaia e migliaia di rifiuti sminuzzati senza rendercene conto. Rifiuti che, per forma e colore, possono trarre in inganno la fauna locale scambiandola per cibo. Rifiuti che, in poco tempo, raggiungeranno le fognature e, nel peggiore dei casi, finiranno in mare.

La soluzione per non rinunciare a questa colorata tradizione? Coriandoli di foglie e petali di fiore! Realizzarli è gratis, sono divertenti da creare e 100% ecofriendly.

2. REDUCE, REUSE, RECYCLE!

Hai veramente bisogno di un nuovo costume di carnevale?

Molti di questi abiti vengono utilizzati una sola giornata all’anno, per poi finire in qualche angolo in fondo all’armadio. Se proprio non puoi fare a meno del vestito preconfezionato scambia i tuoi costumi con gli amici o prendili in affitto. Non lasciare che il tuo capriccio diventi un rifiuto!

Sei un tipo creativo? Libera la fantasia! Realizza i tuoi costumi partendo da materiali di scarto, oppure ricrea gli outfit dei tuoi personaggi preferiti cercando nel tuo guardaroba: troverai sicuramente qualcosa di fattibile!

3. SI AL TRUCCO, MA SOLO NATURALE E CRUENLTY FREE

Si sa, oltre a coriandoli e costumi l’altro protagonista indiscusso del carnevale è il trucco. Ma quanto danneggia il pianeta l’industria della cosmesi? Per essere coerenti al 100% scegliamo prodotti amici del pianeta e degli animali, senza agenti chimici che possono andare a inquinare i nostri mari o penetrare nella nostra pelle. Via libera quindi a pigmenti e coloranti naturali o prodotti comprati in aziende certificate!

Andrea e Wei
Dalmine, Lombardia

“Ciao, io sono Andrea e con Wei da ormai qualche mese cerchiamo di pulire l’ambiente che ci circonda. Abbiamo iniziato dal fiume Brembo ed è lì che vogliamo concentrare le nostre forze. E’ un anno e mezzo ormai che porto avanti quest’attività, in quanto tengo molto al fiume vivendolo sia in occasione di camminate che, soprattutto, come pesca.
Ho conosciuto il TrashTeam tramite mio fratello, e appena ho letto la loro storia ho deciso di contattarli per alcuni consigli su come muoversi per poter cercare aiuto nella mia attività. Appena mi hanno proposto il progetto ambasciatori non ho avuto neanche un dubbio in quanto mi è sembrata una grande occasione poter far parte di un gruppo di persone che svolge la mia stessa attività ma che soprattutto si è organizzato come loro e che ha le loro ambizioni. Dopo averli conosciuti in videochiamata la voglia di fare è aumentata a dismisura e nonostante la distanza sento di essere dentro la squadra e di fare qualcosa di grande, quindi grazie per avermi dato questa opportunità e soprattutto siamo solo all’inizio 💪💪💪”

Cecilia
Torino, Como

“Mi chiamo Cecilia, ho 23 anni e sono nata e cresciuta a Torino.
Dopo essermi laureata in Accademia di Belle Arti, ho iniziato a lavorare a Lugano, occupandomi di comunicazione. La mia ricerca artistica è incentrata sull’essere umano e gli spazi che ha creato, in bilico tra le realtà naturali e i non luoghi.
Amo la natura e sin da piccola sono stata abituata a rispettarla, facendo gite e passeggiate all’aria aperta insieme alla mia famiglia. Passeggiando ci abituavano a conoscere il territorio e a raccogliere lo sporco lasciato in giro dagli altri.
Da quando avevo 17 anni circa ho iniziato ad appassionarmi di alimentazione naturale, avvicinandomi ancora di più alle tematiche ambientaliste e iniziando a studiare quanto le nostre abitudini quotidiane impattano globalmente. Ho deciso così di diventare vegetariana.
Ho conosciuto il TrashTeam attraverso Instagram e subito ho amato i loro progetti! Credo molto in una rivoluzione giovanile che si basi sulla presa di coscienza e sull’azione pratica, che possa unire negli spazi collettivi persone provenienti da qualsiasi contesto. Da subito ho desiderato collaborare con loro, volendo unire la ricerca artistica all’impegno etico.”

Antonio, Reggio Calabria

“Mi chiamo Antonio Costantino, ho 28 anni e abito tra Reggio Calabria e Como.
Sono laureato in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti e lavoro con materiale naturale come argilla, legno, pietra e spesso materiale riciclato.
Sono da sempre molto attento alla cura degli animali e dell’ambiente.
Ho spesso partecipato a iniziative di pulizia di strade/ parchi e spiagge organizzate da gruppi di cittadini e associazioni culturali negli anni dell’università.
Ho realizzato con “Medecins du Monde” un progetto di inclusione tramite l’arte, dedicato agli immigrati minorenni ospiti di una struttura della periferia della città, per un mese nell’estate del 2017. Negli ultimi anni, lavoro insieme a Cecilia su operazioni artistiche dedicate alla sensibilizzazione del pubblico su temi ambientali e sociali.
Ho conosciuto il TrashTeam su Instagram e sono rimasto affascinato dai progetti che hanno realizzato e ho voluto subito mettermi in contatto.
Non vedo l’ora di poter collaborare attivamente con tutti voi!”