Sorrentipity X TrashTeam
Il 1 maggio si avvicina e, si sa, non c’è nulla di più allettante di una grigliata insieme agli amici. La festa dei lavoratori non ferma l’impegno costante di chi opera nei confronti dell’ambiente che anche in questa giornata non deve venire meno. Ecco qualche consiglio!

Partiamo dal presupposto che limitare il consumo di carne è uno dei primi passi importanti per aiutare il nostro pianeta. Se oggi siete qui, davanti al vostro schermo, a leggere questo articolo difficilmente mi viene da pensare di parlare a vegetariani o vegani. Ma non per questo dobbiamo dimenticarci del nostro pianeta. Vediamo quindi come rendere il più green possibile una grigliata con gli amici e come ridurre l’impatto che (inevitabilmente) queste comportano.

IL FUOCO

Nel panorama green oggi possiamo trovare innumerevoli alternative ecologiche per accendere un fuoco tutelando l’ambiente. Partiamo dalla diavolina ecologica: non contiene petrolio e non produce pertanto il caratteristico odore degli accendifuoco classici. è formata soltanto da segatura compressa e oli vegetali ed essendo inodore non altera gli aromi e i sapori dei cibi. Un’altra cosa importante da tenere presente è la carbonella ecologica: la composizione, interamente vegetale non va a discapito dell’efficienza: ha un elevato potere calorifico di lunga durata, nulla da invidiare alla tradizionale e più inquinante carbonella. Ricerca inoltre la certificazione delle materie prime naturali e legno di provenienza FSC. L’alternativa migliore rimane comunque procurarsi da soli la legna, sia dal punto di vista del risparmio, che della cura dell’ambiente. Oltre a evitare di generare rifiuto (l’involucro) perche non ”potare” e curare i sentieri del luogo? Aiuterete la vegetazione eliminando il secco, la viabilità dei sentieri e rimmarette coerenti al km0.

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LA CARNE

Mangiare è importante, ma mangiare cibo di qualità nel rispetto dell’ambiente (e dell’animale) lo è ancora di più. Ormai è risaputo l’impatto ambientale della carne e di tutto quello che c’è dietro a questo business. Attenzione alla provenienza e al tipo di allevamento: quello intensivo è responsabile, da solo, del 15% del totale di tutte le emissioni di gas a effetto serra di origine antropica. Scegliamo quindi le tradizionali aziende agricole che curano e seguono la vita dell’animale nel pieno rispetto, prediligiamo prodotti di cui conosciamo la provenienza, e perchè no, magari cacciati nel territorio.

NO AI PRODOTTI CONFEZIONATI

La produzione di alimenti industriali incoraggia la realizzazione di imballaggi sempre più complessi per proteggere i prodotti, ma molto spesso troppo voluminosi e inutili. Imballaggi che diventeranno rifiuti e incrementeranno ulteriormente i catastrofici dati del consumo di plastica. Ridurre gli imballaggi significa inoltre risparmiare denaro e contenere i costi di trasporto, con conseguente limitazione delle emissioni inquinanti lungo le strade e nel corso della catena produttiva. Il modo più semplice per eliminare il problema? cucinare noi stessi i pasti o comprare prodotti sfusi della quantità necessaria. La maggior parte dei negozi specializzati nella vendita sfusa inoltre è di origine biologica.

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USA E GETTA? NO GRAZIE!

Basta stoviglie mono uso! L’Italia ha compiuto un importante passo avanti contro l’uso, o meglio l’abuso, della plastica. Con 215 voti a favore, 19 contrari e un astenuto, il Senato ha approvato la Legge di delegazione europea 2019-2020, che conferisce al Governo la delega per il recepimento – entro il 3 luglio – della direttiva europea Single Use Plastic (SUP), che riguarda l’utilizzo dei prodotti di plastica monouso come posate, bicchieri e cannucce. Fino a questa importante data non cediamo alla tentazione dell’usa e getta ma prediligiamo stoviglie d’acciaio, vetro o ceramica portate da casa. Per i più pigri e maldestri l’alternativa sono i prodotti compostabili: al giorno d’oggi esistono tutte le tipologie di piatti, bicchieri e posate: a voi solo la scelta!

le bevande giuste

Partiamo dall’acqua che non manca mai, portiamoci dietro una borraccia evitando così di comprare i classici cestelli al supermercato che si magari possono essere a prima vista così comodi ma che in men che non si dica non diventeranno altro che un rifiuto in più! I vantaggi delle borracce sono notevoli: sono più igieniche rispetto alla plastica PET, sono resistenti agli urti e quindi ideali per essere trasportate, inoltre quelle termiche consentono di mantenere i liquidi caldi fino a 12 ore e quelli freddi fino a 18 ore. Per quanto riguarda le bibite non per forza dobbiamo cercarle tra gli scaffali di un supermercato, anzi molto spesso le alternative le troviamo direttamente a casa nostra basta un po’ di tempo e ingegno! Dalle più semplici spremute d’arancia, al thè freddo fatto in casa fino a delle buonissime centrifughe di frutta e/o verdura. Tutta salute, nostra senz’altro ma anche dell’ambiente, possiamo riutilizzare bottiglie in vetro o munirci anche qui di borracce o thermos! Amanti del vino? Compriamo quello sfuso! Andremo a consumare un minor numero di bottiglie di vetro e potremo anche riempirle più e più volte, che cosa c’è di meglio?

DIFFERENZIATI

Non c’è molto da dire, la raccolta differenziata dovrebbe essere quotidianità e non dovrebbe più esistere il bisogno di ribadire questo concetto. Esistono diverse App per aiutarti nello corretto smaltimento dei rifiuti oppure vieni a scoprire la nostra rubrica #DoveLoButto? dove tutti i dubbi sulla differenziata degli oggetti più strani verranno svelati.

LE ALTERNATIVE VEG

Chi lo ha detto che la grigliata perfetta è solo a base di carne? Puristi, non storcete il naso! Esistono tantissime ricette che non vi faranno rimpiangere la presenza di carne. A partire dai formaggi grigliati come ad esempio tomini e caciotte (ma anche la semplice mozzarella non vi deluderà) fino ad arrivare alle classiche verdure: pomodori, melanzane, zucchine.. il mondo vegetale, con un po’ di fantasia, vi offrirà tantissime idee per ricette nuove, colorate e ricche di sapori.

OCCHIO ALLO SPRECO

Sembra una cosa banale, ma non lo è. Spesso quando organizziamo pranzi o cene tendiamo ad acquistare molto più cibo del dovuto. Un vizio molto comune che ci accomuna tutti. Il risultato? Un inutile spreco, soprattutto se quello che viene cucinato finisce poi nella spazzatura. Compra il giusto e valuta le porzioni. In questo modo eviterai gli sprechi e l’ambiente ti ringrazierà. In caso di avanzi conservali e comsumali il giorno dopo: non avrai nemmeno bisogno di metterti ai fornelli! Se invece il cibo risulta avariato, gettalo nel contenitore dell’umido o in alternativa nella tua compostiera.

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Lo stretto di Messina collega il mar Ionio al Tirreno. La larghezza dello stretto varia dai 3 ai 16 km. Lo stretto è caratterizzato da forti correnti marine e da particolari sismicità nelle zone terriere limitrofe.

L’idea di creare in questa zona un ponte che funga da collegamento tra Calabria e Sicilia ha origini molto antiche. Dalla prima Guerra Punica fino ad oggi tale progetto è passato di mano in mano continuando a essere ogni volta discusso, ma mai realizzato.

Il 5 giugno 2020 il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte annunciò che avrebbe analizzato l’ultimo progetto di costruzione del Ponte, valutandone l’idoneità, soprattutto ambientale, al fine di comprendere se fosse effettivamente saggio devolvere parte del Recovery Fund a tale opera.

I punti principali dei sostenitori del Ponte, sono:

  • Sarebbe un collegamento stabile per tutta Europa;
  • Potrebbe velocizzare gli spostamenti e incentivare il turismo;
  • Il Ponte potrebbe facilitare l’arrivo dei treni ad altà velocità in Sicilia;

Ancora una volta, dunque, progresso e velocità si trovano in conflitto con la territorialità e il rispetto dell’ambiente. Infatti, che impatto ambientale avrebbe la costruizione di tale infrastruttura?

In questi giorni molte associazioni ambientaliste e di supporto al territorio, tra cui anche Greenpeace Italia, Legambiente, WWF Italia, Touring Club Italiano e FAI – Fondo Ambiente Italiano, hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio Mario Draghi e al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani in cui espongono tutti i punti per cui, secondo loro, il Ponte sullo Stretto avrebbe un terribile impatto sull’ambiente. I punti sono:

  • Valutare, in alternativa al Ponte, il potenziamento dei servizi di trasporto già presenti sul territorio, come traghetti, porti e stazioni ferroviarie, così da non dover costruire nuove infrastrutture e quindi introdurre ulteriore materiale potenzialmente nocivo nella zona.
  • L’abbandono del progetto del 2010, sottolineando come quella proposta fu abbandonata dopo che il GC Eurolink non produsse gli approfondimenti economico-finanziari e tecnici richiesti, ancora attualmente non del tutto precisi.
  • Dalle carte del progetto definitivo del 2010 emergeva che:
    a) il traffico ferroviario e stradale stimato era solo l’11% rispetto alla capacità complessiva dell’infrastruttura, con il rischio che ai pendolari (la stragrande maggioranza degli utenti) fossero applicati pedaggi altissimi;
    b) il ponte ad unica campata sarebbe sorto in una delle aree a maggiore rischio sismico del Mediterraneo
    c) gli scavi avrebbero inciso sul delicato equilibrio territoriale dei versanti calabrese e siciliano;
    d) l’opera sarebbe dovuta sorgere in una delle aree a più alta biodiversità del Mediterraneo, dove sono localizzati ben 12 siti delle Rete Natura 2000, tutelati dall’Europa ai sensi delle Direttive Habitat e Uccelli.

Attualmente, non è ancora del tutto chiara la risposta del Ministro Mario Draghi, ma certo è che moltissimi sono i politichi schieratisi contro all’uso del Recovery Fund per finanziare un’opera del genere, non “strettamente indispensabile”.

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Da più di un anno ormai stiamo vivendo una situazione peggiore di qualsiasi film o libro distopico. La pandemia di Covid-19, iniziata in Italia a fine febbraio 2020 e ancora oggi in atto, rappresenta non soltanto una tragedia sanitaria, ma anche psicologica, emotiva e non per ultimo ambientale.

DAD, Smart working, coprifuoco, mascherine e impossibilità di avere rapporti umani stanno avendo un impatto psicologico ogni giorno sempre più forte, portando a un aumento esponenziale di problematiche psico-fisiche quali ansia, stress, crisi di panico o depressione. La vita digitale e questa alienazione quotidiana stanno snaturando la nostra indole umana di animali sociali. Tuttavia, non siamo gli unici esseri viventi a subire le consequenze della pandemia…
Le vittime silenti sono, infatti, ancora una volta, i paesaggi naturali che ci circondano, che si presentano ormai purtroppo come vere e proprie distese di rifiuti plastici come mascherine, guanti, sacchetti monouso e gel disinfettanti.

Soltanto nel Regno Unito, si conta uno smaltimento quotidiano di circa 1500 tonnellate di mascherine e guanti, superando i sacchetti di plastica e diventando il nuovo rifiuto in plastica più comune. Ad aggravare ciò, il fatto che molte istituzioni pubbliche come luoghi amministrativi, asl o ospedali non accettino l’utilizzo di mascherine in stoffa riutilizzabili, portando così all’obbligo di usare quelle in materiale plastico o derivante dalla plastica. A tal proposito, proprio poco tempo fa Trash Team ha tenuto un Consiglio Green, di cui trovate tutto nei contenuti in evidenta sul nostro profilo instagram.

Ma quindi, che fare?

Mobilitarsi non è facile e noi del TrashTeam lo sappiamo. Tuttavia, piccoli gesti che possono rendere il lockdown un po’ più sostenibile esistono e inserirli nella nostra routine quotidiana è più facile di quanto sembri. E’ possibile ad esempio:

  • Utilizzare mascherine riutilizzabili con certificato di validità igienica, così da non poter essere negate nemmeno nei luoghi pubblici come uffici o ospedali.
  • Cercare di ridurre la plastica in tutti gli altri ambiti della nostra vita, così da non appesantire ulteriormente la mole di rifiuti da smaltire.
  • Fare correttamente la raccolta differenziata, che può sembrare una argomentazione banale, ma può in realtà aiutare molto nel migliorare il riciclo dei materiali e quindi ridurre l’impatto sull’ambiente.
  • Tenere puliti i luoghi pubblici organizzando, quando possibile, gruppi di pulizia. Il TrashTeam è sempre alla ricerca di nuovi ambasciatori!

Rimanere sintonizzati sul nostro blog per i futuri articoli della nuova rubrica Siamo al Verde – News sulla crisi climatica. Ogni due lunedì notizie green dal mondo.

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